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Faenza 

Comune di Faenza (RA)
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  • Frazioni: Granarolo, Reda, Pieve Cesato, Pieve Ponte, Borgo Tuliero, Prada, Sarna, Tebano, Celle, Castel Raniero, Fossolo, Errano, Cosina, Modigliana, Marzeno, Felisio
  • Numero di abitanti: 53369
  • Altitudine (metri): 35
  • Superficie (kmq): 216
  • Cap: 48018
  • Prefisso telefonico: 0546
  • Distanza dal capoluogo di provincia: 34
Il centro della città è costituita dalle piazze della Libertà e del Popolo. Da queste partono i corsi principali che dividono la città stessa in quattro rioni, denominati Rosso, Verde, Giallo e Nero. Su un lato della piazza della Libertà si staglia la poderosa mole della Cattedrale, costruita da Federico Manfredi, che pose la prima pietra il 25 maggio 1474. L'opera fu affidata dapprima a Giuliano da Maiano e terminata in seguito da Lapo di Pagno Portigiani. Di stile brunelleschiano, ha facciata incompiuta. L'interno, a tre navate e cappelle esterne, presenta numerose opere interessanti tra cui: il mausoleo di San Savino, opera di Benedetto da Maiano, fratello di Giuliano; la cappella della Madonna delle Grazie, principale patrona della città; le statue a fianco dell'altare di scuola veneta (sec.XVII). Legato al culto della Madonna è lo stendardo appeso al centro della cupola, inviato dalla città di Varsavia nel 1651 per grazia ricevuta di cessata peste. Nel pilastro destro di ingresso al transetto si trova il monumento funebre al generale Evangelista Masi, di scuola berniniana. La pila acquasantiera di destra e la vasca battesimale in marmo sono invece opera di Pietro Barilotto (1482-1553). Vicino alla cattedrale si eleva Palazzo Laderchi, realizzato alla fine del '700.
Prossima al crocevia tra i due assi stradali principali è la barocca Fontana di Piazza di Domenico Paganelli (1545-1624), su disegno di Domenico Castelli detto il Fontanino. I draghi e le aquile ricordano lo stemma del pontefice Paolo V Borghese, allora regnante.
Tipica è la Torre dell'Orologio, ricostruita dopo il 1944; in una nicchia si trova una Madonna col bambino di Francesco Scala (sec. XVII). Nella piazza del Popolo sorge il palazzo del Podestà (sec. XII), unito alla Torre da un ballatoio. Di fronte si trova il palazzo del Municipio coi suoi antichi merli ghibellini. Da ricordare all'interno la vastissima sala d'ingresso con soffitto a cassettoni e le tre sale del Sole, delle Stelle e delle Rose, così chiamate dagli affreschi decorativi opera di pittori bolognesi.
Da piazza del Popolo si imbocca corso Mazzini, asse viario sul quale si possono ammirare una serie di costruzioni del periodo '700-800: i palazzi Zanelli, Conti e Gessi e la casa Piani Pasi. Al n. 93 si trova la severa mole in mattoni rustici del palazzo Mazzoleni. In viale Baccarinì è il museo internazionale delle ceramiche, fondato da Gaetano Ballardini nel 1908, che offre una rassegna interessante ed esauriente dell'arte ceramica con particolare riguardo alla produzione faentina.
Pregevole il teatro comunale Masini; esempio di architettura neoclassica, è il risultato di modifiche tardo ottocentesche sull'originale facciata del Pistocchi (1780-1787). All'inizio di via Santa Maria dell'Angelo, il palazzo Gesuiti ospita la Pinacoteca comunale, che racchiude opere di Donatello, Guardi, Palmezzani, Rambelli e altri artisti toscani, emiliani, romagnoli e stranieri. Nella piazza Frà Sabba da Castiglione si colloca la chiesa della Commenda. Fondata nel XII secolo e ampliata nel XIII, conserva una serie di affreschi di Girolamo da Treviso il Giovane. In piazza Maria «foris portam» sorge la chiesa di Santa Maria Vecchia, di epoca medievale, con all'interno tele del Missiroli, di Savino Lega, Rocchetti e Gaspare Sacchi (sec. XVI). Il suo campanile, a forma ottagonale con scala a chiocciola interna ed anima cilindrica, è uno dei più importanti monumenti altomedievali della regione. Vicino alla chiesa sorge il convento, dove nel 1072 morì S. Pier Damiani.
Poco lontano si leva palazzo Milzetti, raro esempio dell'età neoclassica, che presenta affreschi del Giani, decorazioni del Bertolani, sculture del Trentanove ed infine bassorilievi dei fratelli Babanti Graziani.
A circa sei chilometri dal centro si trova la Torre di Oriolo dei Fichi, antico castello a base esagonale, risalente al sec. IX, in cui trovò rifugio il frate Alberico Manfredi di dantiana memoria.
A Faenza nella quarta domenica di giugno si tiene il palio del Niballo, una giostra medievale tra i rioni della città, accompagnata da esibizioni di sbandieratori.

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Ultimo aggiornamento 05.01.21 :: :: Admin
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